
TEATRO COMUNALE
18 FEBBRAIO 2006
ore 21.15
E' una lezione spettacolo, per nulla accademica, una sorta di florilegio di testi giullareshi italiani medioevali e moderni, raccolti con l'intento di offrire all'attenzione dello spettatore il carattere specifico della parola giullaresca, quello di essere pernsata appositamente per la scena, più che per la pagina scritta.
Il percorso proposto è un occasione per ascoltare brani poetici del XIII e XIV secolo, esemplari di una letteratura un tempo considerata minore ed ancora oggi poco studiata ma che al di la dell'indiscutibile vivezza e godibilità rappresenta, in alcuni casi, un estremo interesse per le soluzioni di grande modernità, quasi premonitrici di esiti letterari molto posteriori.
Si va da un classico lungamnete dibattuto come Rosa fresca aulentissima di Ciullo o Cielo d'Alcamo che già fu al centro di svariate contese tra critici, ai sorprendenti giochi linguistici del Bisdibis di Monoello Giudeo, passando per testi celebri e amati dai cultori come La nascita del villano di Matazone da Caligano e la strordinaria grottesca drammaticità della Parodia della Passione di Ruggieri Apugliese.
Il tutto incorniciato da due brani scritti dall'interprete: una liber rilettura di una novella del Sacchetti e, nel finale un omaggio dedicato all'antica tecnica del grammelot, linguaggio quasi senza parole riconoscibili e basato sulla tecnica onomatopeica dell'imitazione di altre lingue.