Gli Uccelli di Aristofane Martedì 28 marzo 2006 Pisetero ed Evelpide lasciano la loro Atene divorata dalla passione e sull'orlo del crollo definitivo per andare in cerca di un luogo senza seccature dove trascorrere il resto della vita. E' nel mondo degli uccelli che i due ateniesi cercano e trovano una patria dolce e materna, senza leggi ne violenza. Gli Uccelli è un' opera colma di spirito di contestazione. Nonostante la sua ideologia aristocratica e conservatrice, Aristofane risulta qui 'più moderno di ogni moderno' nel rivendicare la necessità della gioia, della concretezza, dei piaceri. Il suo è il grande sogno della creazione di una società libera e felice, dove gli uomini, riconquistato il rapporto con la natura, possano vivere nel migliore dei mondi possibili. Intrisa di comicità e sarcasmo, questa commedia dissacra i miti di allora come di oggi: e mentre ridiamo di cuore pensiamo alla verità dei suoi significato. Forse il regno di Utopia è il palcoscenico, dove è possibile, nello stesso momento, tanto la realtà che il sogno?

ore 21.15
Teatro Comunale
Ma nel racconto di Aristofane il regno di Utopia si trasforma poco a poco nel mondo che conosciamo: poetastri e politicanti, lenoni e paricidi, dèi e uomini bussano chiedendo, con insistenza, di essere rappresentati; in questo Teatro del Mondo tutti gli stili concorrono alla rappresentazione. Gli Uccelli ha ispirato poeti e drammaturghi tra i più diversi, da Brecht a Pasolini. Al primo potrebbe aver suggerito l'idea di 'dramma didattico' mentre il secondo ne è stato guidato per il film Uccellacci e uccellini. La lettura di Tiezzi non si ferma a questi due filtri novecenteschi. Punta invece anche a quell'idea di 'città ideale' che percorre, come un'esigenza ricorrente, il Rinascimento toscano, i grandi filosofi da Kant a Hegel, gli utopisti dell'Ottocento che ebbero così tanto peso nella formazione di Marx.

Venerdì 10 Marzo 2006
ore 21.15
Teatro Comunale
"Il desiderio che avevo da tempo di occuparmi del teatro di Jean Genet e, in particolare, di Les Bonnes, che di quel teatro è la punta di diamante, deflagra oggi in una autentica eccitazione della mente alla sola idea di poter disporre di due interpreti d'eccezione, due autentici mostri sacri del nostro teatro: Franca Valeri e Annamaria Guarnieri, ripettivamente nei ruoli di Solange e di Claire.
La loro arte sofisticatissima, il loro ineguagliabile mood espressivo a servizio del capolavoro genettiano non è solo un'idea elettrizzante,...è l'idea, il progetto. Progetto che prevede per il ruolo di Madame, con un evidente e non casuale scarto generazionale, la presenza di Patrizia Zappa Mulas, una delle attrici più sensibili e preparate della scena italiana." Giuseppe Marini